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Ode a Mastella PDF Stampa E-mail
Satira - Satira
Scritto da DarioServenti   
Sabato 08 Novembre 2008 14:15
 Un'ode in sette strofe, un dolce stil novo degno dell'ex prode cavalier di Ceppaloni!
 
Narrasi quivi le gesta del Clemente
riverito cavalier di Ceppaloni
che brandì in battaglia scudi e croci
e difese l'onor dell'amata sua
da magistrati sì feroci...
 
Narrasi quivi le gesta del Clemente
riverito cavalier di Ceppaloni
che brandì in battaglia scudi e croci
e difese l'onor dell'amata sua
da magistrati sì feroci
 
Giovane era, e assai valente
il buon Clemente, e speranzoso
che dal suo agir nascesser frutti
da condivider con genti e folle
donne e bambini, belli e brutti
 
Ma il fato trama, l'amore inganna
di Alessandrina il suo cuor si fece culla
eugenica donna e certo ambiziosa
che nel bel mezzo del cammin di vita sua
costrinse l'amato ad una scelta dolorosa
 
Mai più pensava l'eroe valente
di dover abbandonar il sudoso scranno
ma alfin si dimise, augurando iattura
a coloro che offeser il di lei onore
colpendo a morte la prode legislatura
 
 Ma narrano i bardi una verità nascosta
che Sandra, punta da accuse sì infamanti,
scagliò sul marito l'orrido anatema:
“Mai più vedrai la mia selva oscura
mai più sarò tua cavalcatura!”
 
Gemente Clemente umilmente ascoltava:
“Ora io ti impongo un sacrifizio”
“Dimettiti! O dì addio ad ogni mio orifizio”
E così come ordinato, Clemente fece
cader il governo al morir dell'inverno.
 
Qui, gentili, finisce la nostra trista storia.
Che a tutti, alfin, resti impressa nella memoria:
sì l'amore move il sole, nostra stella,
siccome la figa smosse Mastella.

 

testo scritto in collaborazione con Valentina Zambonini