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Come si può cancellare una facoltà intera, frequentata da centinaia di studenti, in una semplice seduta di Senato Accademico senza che nessuno se ne accorga? E' accaduto a Parma.
Ecco come!
Per spiegare questo delitto perfetto occorre prima di tutto, come in ogni buon giallo che si rispetti, presentare i personaggi: la vittima: la facoltà di Scienze Politiche a Parma il Rettore la facoltà di Giurisprudenza i Presidi delle altre facoltà la facoltà di Economia i rappresentanti degli Studenti il Preside e i professori di Scienze Politiche i mass media parmensi gli studenti di Scienze Politiche il luogo del delitto: il Senato Accademico dell'Università di Parma In una notte buia e tempestosa di fine marzo, si riunisce il Senato: all'ordine del giorno, la questione di Scienze Politiche, che di lì a breve stando alla vox populi sarebbe stata in procinto di divenire Facoltà a tutti gli effetti: allo stato attuale infatti si tratta più di un "corso", poichè il corpo docente è "in prestito" dalle facoltà di Economia e Giurisprudenza e non esiste alcun un apparato, come dire, burocratico e di rappresentanza studentesca. Il Preside di Scienze Politiche, prof. Serravalli, attende fiducioso che si sbrighino le ultime formalità per dare finalmente ufficialità alla nascita della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Parma, obbiettivo a lungo e con fatica inseguito e di sicuro prestigio per tutto l'ateneo. MA In sede di discussione e di votazione, TUTTI i presidi delle altre facoltà di Parma, capeggiate dal preside di Giurisprudenza, si oppongono a questa eventualità, con l'unica eccezione della facoltà di Economia, unica per altro a prestare pressochè integralmente risorse e spazi per poter portare avanti i corsi e gli esami. La Facoltà di Scienze Politiche, hanno deciso i Presidi, non s'ha da fare. Il Rettore e i rappresentanti degli studenti si astengono al voto. Rumors informano che Economia abbia proposto al Rettore e a tutti i presenti di inglobare l'attuale e operativo corso di Scienze Politiche "SPAMI" (Aziende, Mercati ed Istituzioni) al proprio interno, in modo da garantire continuità didattica agli studenti, di garantire soprattutto la presenza dello stesso corpo docenti e soprattutto di garantire agli studenti l'esistenza del biennio magistrale. Di nuovo, si scatena il VETO di tutti i Presidi. Dovrà essere Giurisprudenza, secondo i saggi, ad inglobare Scienze Politiche. Detto, discusso, votato, approvato: Scienze Politiche passa sotto l'ala protettiva di Giurisprudenza. Come mai Giurisprudenza tiene tanto ad avere Scienze Politiche al proprio interno? Perchè Giurisprudenza, a Parma, è letteralmente sommersa di personale docente in esubero. In certi esami possiamo assistere all'indecoroso spettacolo di più di DIECI dottori, tra professore ordinario ed assistenti (tutti o quasi già professionisti affermati o titolari di altri impieghi), ad interrogare i poveri studenti. Esubero, dunque: quindi, la facoltà di Giurisprudenza perde la possibilità di fare nuove nomine, e quindi di agire da protagonista nel business dei finanziamenti universitari. Giurisprudenza ha quindi probabilmente pensato: prendere Scienze Politiche -che come detto non è Facoltà (non ha quindi docenti autonomi ma solo prestati da altre facoltà)- svuotarla degli attuali docenti, riempirla con i propri docenti-praticanti-galoppini in esubero, adattare gradatamente i programmi attuali (di stampo politico economico aziendale) ad argomenti più giuridici, poichè ovviamente i docenti sostituti non sono assolutamente competenti nelle materie che attualmente vengono insegnate. In questo modo i "nuovi" insegnanti non figureranno più come esuberi e Giurisprudenza potrà di nuovo ricominciare con i suoi giochi di nomine e di potere. Tutto questo accade a Marzo 2008. Maggio 2008 Una studentessa di Scienze Politiche si reca dal libraio di fiducia, quello tipico che esiste in funzione della vendità di libri di testo, che tutti amiamo, che tutti conosciamo, con cui tutti siamo in confidenza insomma. Infatti il libraio, all'atto di consegnare il libro alla studentessa, le dice: "Ah, a proposito: ho saputo che Scienze Politiche è stata chiusa". La studentessa pensa ad una candid camera, si guarda intorno, chiede spiegazioni. E' shock puro. Ma il passaparola non si diffonde immediatamente.
Il sette maggio la facoltà di Economia organizza un importante convegno sul tema della Corporate Governance, invitato speciale il dott. Marchetti, presidente di RCS. Presenti gli studenti di Economia e di Scienze Politiche del primo e del secondo anno, i giornalisti e le televisioni di Parma. Introduce l'ospite, come da protocollo, il Preside di Scienze Politiche, il quale afferra il microfono e tra lo sguardo sbalordito dei presenti comunica di essersi dimesso dal suo incarico poichè la Facoltà è stata chiusa. Visibilmente scosso, termina il suo intervento presentando Marchetti, e poi se ne va. La voce a questo punto immediatamente si diffonde tra gli studenti di Scienze Politiche: solo così, e solo per l'estemporanea uscita di un buon libraio e l'iniziativa organizzata da Economia, gli studenti sono venuti a conoscenza di stare tutti per traslocare sotto le grinfie di Giurisprudenza. Nessuno a livello istituzionale si è premurato di sentire la loro opinione. Nessuno, quel che è peggio, si è premurato di avvisare, nemmeno i due rappresentanti degli studenti che in Senato Accademico si sono astenuti al voto.
Gli studenti di Scienze Politiche, ad un mese e mezzo dall'estate e dal "rompete le righe", si ritrovano senza più una facoltà -anzi, un corso autonomo- e senza alcuna certezza non tanto sul se, quanto sul COME si laureeranno, ovvero con che programmi, quali professori, quali metodi didattici. Peggio ancora, sul loro curriculum apparirà un titolo, la Laurea, ad una facoltà che non esisterà più. Gli studenti di Scienze Politiche di Parma, e come si può intuire chi scrive ne fa parte, sono un poco incazzati. In data otto maggio alcuni di essi si sono recati al salone di orientamento presso la Sede Centrale dell'Università (indovinate dove? a Giurisprudenza, esatto!!!) poichè in queste mattine l'Ateneo organizza il servizio di Orientamento per i diplomandi. Tra l'offerta formativa figura ancora Scienze Politiche, ovviamente nella sua vecchia formula, quella uccisa un mese e mezzo prima dal Senato Accademico. Il gruppetto di Scienze Politiche si reca al banchetto informativo della loro Facoltà: con stupore, si rendono conto che a gestirlo sono uno studente di Giurisprudenza e uno di Architettura!!! Nella meravigliosa ed antica Aula dei Filosofi, storica aula dell'Università di Parma, alle ore 11 si sarebbe dovuta tenere la presentazione della Facoltà di Scienze Politiche. Triste, per il gruppetto di studenti, è stato leggere l'avviso appiccicato alla bene e meglio sulla porta recante la notizia che la presentazione era stata cancellata per non meglio precisati impedimenti improvvisi. Ora, gli studenti di Scienze Politiche sono MOLTO incazzati. E chiedono a tutti gli studenti un po' di solidarità: una mail, una testimonianza, un qualsiasi gesto di solidarità, contro l'arroganza e la miopìa di un corpo amministrativo che tratta la cultura e gli studenti solo come valori da inserire in bilanci d'azienda, senza il minimo rispetto per tutto l'impegno che docenti e studenti quotidianamente versano per portare avanti un valido corso di studi, forse uno dei pochi a portare gli studenti ad aprire la mente e a ragionare con la propria testa. Non lasciateci soli! firmato: gli studenti di Scienze Politiche di Parma
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