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I fatti, le manipolazioni del Tg1, le implicazioni.
I media hanno spacciato notizie false per vere, sorvolando sulle vere implicazioni relative al fatto del giorno: il Papa per la prima volta è stato contestato pubblicamente e tenacemente non da istituzioni, non da partiti, non da regimi o religioni antagoniste, ma da persone qualunque, studenti e professori. Il Tg1 ha dato prova di totale servilismo, la classe politica di totale appiattimento ad una realtà che vede l'Italia provincia del Vaticano.
--------------------------------------------------- Questa sera è stato toccato il fondo. Il T g1 stasera ha raggiunto il fondo del pozzo senza fondo della piaggeria, della mancanza di dignità, dell'etica professionale. Il servizio del Tg1 ha presentato in serie una sfilza di inesattezze, di distorsioni e di manipolazioni di fatti e opinioni degne della peggior dittatura militare. Presentiamo i fatti: il rettore dell'università La Sapienza decide di invitare Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico, riservando per lui l'onore di tenere il discorso ufficiale di apertura. Un gruppo di docenti, che via via è aumentato in numero fino ad arrivare alla sessantina di firmatari, ha protestato con una raccolta firme per impedire che tale cosa succedesse, motivando la loro protesa riprendendo la dichiarazione che Ratzinger, allora cardinale, fece a Parma anni fa, durante la quale -dicono i docenti- l'attuale Papa ribadì che fu giusto processare e condannare Galileo. Alla protesta dei docenti si è subito unita quella degli studenti di sinistra, i quali hanno fatto sapere che si sarebbero opposti pacificamente ma in modo significativo alla venuta del Papa, trasmettendo musica a tutto volume durante il discorso. La polemica è divampata, i giornali ne hanno parlato a dismisura, fino a quando oggi il Vaticano ha comunicato in modo molto schietto e sintetico che il Papa non sarebbe andato all'università La Sapienza a causa della situazione che si era creata.
Il Tg1, ma immagino anche gli altri tg, si è prodotto in una lunga serie di servizi, commenti ed interviste che ponevano la questione in modo totalmente distorto, ovvero: "è stato impedito al Papa di parlare". Esattamente così, in modo IMPERSONALE. Nessun intervistato, nessun opinionista, nessun commento ha detto che è stato il Papa a DECIDERE di non andare alla Sapienza, e nemmeno che nessuno ha materialmente impedito al Papa di parlare, bensì si trattava di una semplice, per quanto inconsueta visto il "rango" dell'interessato, contestazione.
L'inviato del Tg1 alla Sapienza ha intervistato, per raccogliere opinioni sulla decisione del Papa di non recarsi più in università, solo ragazzi evidentemente cattolici e devoti, presentando il tutto come se gli studenti fossero tutti entusiasti all'idea di ricevere Ratzinger. Il Tg1 ha inoltre riportato una autentica falsità quando ha detto che il discorso in cui Ratzinger sostenne la giustezza del processo a Galileo fu pronunciato proprio alla Sapienza. FALSO: come ho scritto sopra, tale discorso fu pronunciato a Parma. Il Tg1, dando la parola al direttore del Corriere della Sera in collegamento dai suoi uffici, si è addirittura lanciato in un paragone forzatissimo, associando l'accaduto con quanto accadde nel 1977, anno in cui a Luciano Lama, leader della CGIL, fu impedito di parlare. Il Tg1 ha poi dato la parola ad alcuni degli esponenti politici più importanti: Prodi, Mussi, Casini, Berlusconi per citarne alcuni. E tutti unanimemente hanno condannato questo gesto di "impedire al Papa di parlare". Solo verso la fine dell'ampio spazio dedicato a questa vicenda, il Tg1 ha dato la parola anche a quegli studenti che, pacificamente, armati di striscioni e manifesti, erano pronti a metter in atto la loro contestazione.
NESSUNO ha impedito al Papa di parlare. Il Papa poteva tranquillamente andare alla Sapienza, e affrontare -se aveva il coraggio- chi lo contestava; nessuno ha fisicamente o legalmente impedito al Papa di parlare.
Evidentemente per il Papa, per il Vaticano e per TUTTA la classe politica italiana, contestare il Papa equivale ad una Lesa Maestà: NON SI PUO', o peggio, NON SI DEVE. Consapevoli però di non poter sostenere una tesi del genere in modo ufficiale, hanno preferito stravolgere i fatti diffondendo la FALSA verità secondo la quale al Papa è stato impedito di parlare. La vigliaccheria del mondo politico e del Tg1 ha anche evitato, consapevole che facendolo si sarebbe totalmente sconfessato, di far notare la cosa principale: ovvero, che per la prima volta delle persone libere hanno mostrato l'intenzione di contestare il Papa, a tal punto da far cambiare idea al Papa stesso. Lo squallore dei personaggi protagonisti di questa vergognosa messa in scena ha addirittura fatto in modo da far passare i contestatori per "anti-democratici", non rispettosi del dialogo, della discussione, del confronto. Siamo all'assurdo più totale.
Altra ed ultima cosa, non da poco, che ovviamente non è stata fatta notare: il Papa, ricordo, è il rappresentante di Dio in terra, successore di Gesù Cristo portatore del Vangelo. Il Papa dovrebbe avere il coraggio e la "missione" di parlare ovunque, davanti a chiunque, in special modo davanti a chi non la pensa come lui. Ratzinger ha deciso di evitare. Evidentemente si reputa troppo importante per meritarsi contestazioni. Per accettare che qualcuno non la pensi come lui. Per concepire l'esistenza di "altro" pensiero oltre a quello del Vaticano.
Questo è un giorno importantissimo: è il giorno in cui il Papa e la Chiesa hanno capito che non trovano più terreno fertile in Italia. Si faccia stilare il Papa un'agenda più adatta: vada a parlare al meeting di Cl, vada a parlare al Partito Democratico -a proposito: da Prodi non mi aspettavo nulla di diverso di quanto non abbia detto, ma nei giovani un briciolo di dignità e indipendenza mentale speravo di vederla- ma da oggi in poi sappia il Papa che non può andare fare e brigare, come si dice dalle mie parti, dove ne ha voglia in questo paese. C'è gente che preferisce non averlo tra i piedi, non sapere la sua opinione, esattamente come non interessa sapere quella dei mormoni o degli islamici o dei thug: chi si presenta come portatore di verità irrazionale basata sulla superstizione religiosa, oggi ha avuto la dimostrazione che l'attenzione e il rispetto della gente se lo deve guadagnare.
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