| A sostegno di Daniele Luttazzi |
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| Attualità e società - Attualità e società |
| Scritto da DarioServenti |
| Sabato 08 Dicembre 2007 12:40 |
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Tali motivazioni costituiscono in realtà un pretesto per disfarsi di una persona che fa della vera satira, e della libertà di espressione una questione di principio. E' stato cacciato di nuovo, queste le motivazioni rese note da La7: "Con Daniele Luttazzi è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda; di questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedì, Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come coconduttore di 8 e mezzo". "Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira, e si configurano come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore. La7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico" E' evidente che la battuta su Giuliano Ferrara costituisce un pretesto per cacciare il comico. Nel corso delle cinque puntate sono state dette parole ben più potenzialmente "offensive" verso destinatari MOLTO più altolocati del giornalista, ma La7 non ha preso alcun provvedimento. Evidentemente, aspettava solo l'occasione giusta. Che si è presentata appunto con quella battuta su Ferrara: battuta che non accusava di alcun che il giornalista, battuta che giocava sugli elementi più basilari della comicità, ovvero la CACCA, la PIPI' e il SESSO. Da sempre, nel mondo della comicità e della satira, i "potenti" vengono immaginati nella merda fino al collo, umiliati idealmente in modo direttamente proporzionale alla loro arroganza e boria. La merda è un tema ricorrente, un tema che potete trovare nella letteratura di tutti i tempi, da quella classica a quella rinascimentale a quella contemporanea. Non solo: la comicità sulla merda è la prima che si impara fin da piccoli, è dunque la forma più ingenua e paradossalmente più tenue che si possa immaginare. Sorprende, dunque, che proprio una battuta che utilizza la cacca e la pipì abbia scatenato l'ondata di sdegno prima di Ferrara e successivamente dei padroni di La7. La mossa di Ferrara è totalmente comprensibile. Se una persona ritiene di essere stata offesa e diffamata, ha tutto il diritto di rivolgersi alla giustizia: sarà il tribunale a decidere. La mossa di La7 invece appare totalmente ingiustificata, almeno sotto due punti di vista: - Decameron era il programma più visto, nella sua fascia oraria,con punte di 2.700.000 spettatori e in costante sorpasso su diretti concorrenti. Addirittura, ottenevano un buon ascolto anche le repliche sul canale satellitare . - La7 con la decisione di dare spazio ad un autore che altrove era rifiutato per paura di ritorsioni di Silvio Berlusconi e soci, aveva dimostrato al pubblico di essere una televisione libera. Ora il giudizio del pubblico sarà totalmente negativo, e questo indipendentemente dagli esiti giudiziari della vicenda. Tutti ora, giustamente, penseranno: "La7 è uguale a tutti gli altri canali". La7 come Mediaset, dunque. La7 come la Rai. Ma andiamo a spulciare la nota con cui La7 ha congedato Daniele Luttazzi: Con Daniele Luttazzi è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa. Libertà creativa che a quanto pare discrimina tra battute sulla pedofilia, tollerate, e battute sulla cacca, non tollerate. E' l'assurdità del censore, che crea disorientamento. di questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. Evidentemente a La7 il concetto di libertà è: "fai quel che vuoi purchè tu faccia ciò che ti dico io". La libertà non si può dare, si può solo togliere. Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come coconduttore di 8 e mezzo" Come detto prima, Ferrara ha tutto il diritto di querelare Luttazzi. Sarà il tribunale a decidere. La responsabilità penale è personale e se Luttazzi ha commesso reato, ne risponderà. Difficile immaginare che anche La7 ci vada in mezzo, a livello legale, nella questione tra Ferrara e Luttazzi, a meno che Ferrara decida di denunciare anche La7. Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira, e si configurano come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore. Difficile credere che tutto ciò avvenga in Italia, paese che ha dato i natali a Boccaccio. La satira usa espressioni forti, volgari, offensive, scandalose. Tutti questi elementi la caratterizzano come genere letterario. Senza volgarità, senza offesa, senza critica feroce, senza ironia e scandalo, la satira non sarebbe più satira, sarebbe qualsiasi altra cosa. La satira non può e non deve avere limiti, se non quelli previsti dalla Costituzione. La7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico" La7 potrà spillare soldi a Luttazzi. Ma il danno all'immagine se l'è procurato da solo: ora La7 ha perso la sua credibilità, la sua unicità che la metteva, a parole, in competizione con Mediaset e Rai. Ora La7 fa ufficialmente dello stesso calderone di censura, bigottismo e servilismo di cui sono afflitte, in maniera diversa ma con gli stessi risultati, anche le due aziende sopra citate. La7 ha fatto autogol. Infine: non mi pare che il pubblico abbia denunciato La7 perchè offeso dal programma di Luttazzi. Ci saranno state, certamente, lettere di protesta per i contenuti e la forma utilizzati nel programma. Ma può una minoranza decidere cosa sia "giusto" e cosa sia "sbagliato" per una maggioranza, in fatto di "morale"? Pretesto, dunque. Pretesto e nient'altro. Una persona che parla liberamente, in Italia, non deve avere accesso ai grandi mezzi di comunicazione. Caro Daniele, tranquillo. A teatro ci saremo tutti. |





Le motivazioni rese pubbliche da LA7 non giustificano in alcun modo la sospensione del programma Decameron di Daniele Luttazzi.