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Dalle motivazioni personali che portano a questo sentimento all'analisi della realtà dell'elettorato del centrosinistra.
Nell'immagine: Odio, acrilico su tela, Joe Reese, 2001.
dal mio sito www.dallapartedeltorto.splinder.com Odio
Ovvero, "totale e intensissima avversione verso qualcuno o qualcosa", oppure "senso di profonda intolleranza, sentimento di forte contrarietà verso qualcuno o qualcosa".
Ci insegnano da sempre che provare odio è sbagliato, e ci riempiono di precetti e di indicazioni con forte connotazione morale, spesso di origine cattolica, che in qualche modo ci fanno "capire" ciò.
Tra i vari aforismi che ho trovato sulla rete, uno in particolare mi pare assolutamente adatto e autenticamente privo di qualsiasi (facile) morale:
Quem metuunt, oderunt - si odia ciò che si teme.
Questa citazione mi permette di sgombrare subito il campo da qualsiasi dubbio: in questa fase della mia vita covo un odio assoluto per determinate realtà che non può non giustificarsi se non anche grazie ad un'abbondante timore, e sfiducia, sentimenti che credo accomunino molte persone, oggi.
L'odio è un sentimento solo in parte irrazionale: ho ben chiaro infatti il destinatario del mio profondo odio, e i motivi sono tanti e assolutamente logici e concreti. Irrazionale è invece il modo in cui l'odio si manifesta: a volte in momenti totalmente neutrali, a volte verso cose o persone che non c'entrano nulla con i motivi scatenanti; a volte sono veri sbotti d'ira impetuosi, a volte invece si tratta di una manifestazione più apparentemente calma e costante.
Ognuno di questi momenti libera solo una parte dell'odio che covo, e solo quella parte direttamente legata al modo in cui esplodo il mio odio.
L'unica maniera che conosca, quindi, per parlarne in modo completo e razionale (a parte ricorrere a sedute di analisi), è farlo in un momento di calma, utilizzando qualche traccia esterna, altrimenti farei solo della gran confusione.
Verso chi è diretto l'odio?
Verso persone, pensieri politici o religiosi, etnìe o, più spregevolmente, razze.
Nel mio caso, l'odio è iniziato a maturare verso un determinato pensiero politico-religioso, e relativi sostenitori: non era odio, all'inizio, ma semplice contrapposizione di idee. Cercavo comunque un dialogo, un confronto, con la vana (ed errata, tanto nel merito quanto nel fine) speranza di ottenere un cambiamento di idee nel mio interlocutore. Questo, a grandi linee, spiega e sistema la mia frequentazione nel mondo "Sinistra Giovanile": ci credevo da matti, insomma, che quello fosse il modo giusto per fare politica. Con il passare del tempo mi sono reso conto di alcune cose:
1) l'essere costantemente minoranza (democratica) equivale a non esistere. Ho messo tra parentesi "democratica" perchè è l'aggettivo che permette a chi è maggioranza di comportarsi in modo totalmente -e paradossalmente- tirannico. 2) in realtà a nessuno interessava discutere di idee e concetti, poichè la tensione e le energie erano interamente devolute al potere in sè, che tra l'altro era squallidamente quantificabile in qualche misera, inutile poltrona (anzi, seggiolina di plastica) in un contesto comunque di minoranza.
In quel periodo uno strano pensiero si è impossessato della mia testa: vuoi forse vedere che è totalmente inutile provare a discutere con i cosiddetti avversari, se poi i tuoi stessi compagni e alleati hanno come fine ultimo lo stesso identico degli avversari che tenti di superare?
In quattro anni di riunioni sia a livello giovanile sia a livello "seniores" nei Ds non ho MAI sentito discutere di UNA - QUALSIASI - IDEA. Solo e sempre elezioni, elezioni, elezioni ed elezioni; ora, tutti sanno, meno quelli che dovrebbero saperlo, che concorrere alle elezioni senza idee è una cosa piuttosto rischiosa -Infatti a Parma il centrosinistra alle comunali perde da 10 anni, e riesce a vincere alle provinciali e regionali per motivi di anagrafe del suo elettorato-.
Pur avendo a che fare con il locale, non ho mai comunque smesso di interessarmi del nazionale, e in quest'ambito mi sono cascate proprio le palle per terra.
Leggere di gente come Rutelli, ex candidato premier per il centrosinistra, leccare il culo alla Chiesa e rinnegare dimostrando zero dignità qualsiasi ultimo residuo di laicità, vedere il partito a cui do il mio voto cercare alleati in gente che non potrei definire altro che disgustosa, vedere una campagna elettorale che cerca penosamente di usare le stesse armi del suo avversario (slogan, cartelloni, aspetto estetico del candidato); vedere poi PERDERE questo candidato, e salire al governo un uomo che ha fatto quel che ha fatto, trascinando il paese in un baratro di ignoranza e totale perdita di qualsiasi dignità culturale ed etica, abisso da cui con fatica riusciremo ad emergere, e contemporaneamente vedere l'opposizione brancolare, timida, impaurita, limitandosi ad indicare l'avversario senza però realmente attaccarlo, puntando tutto sulla replica e nulla sull'elaborazione di idee nuove; vedere tutto questo ha provocato in me un tale senso di rabbia che a stendo riuscivo a trattenere.
Poi però ho pensato: ma questa gente, se è lì, è perchè qualcuno li ha votati.
Ho smesso così di ritenere -ben prima che Grillo, demagogicamente, saltasse fuori- che tutti i mali della politica fossero i politici, ed ho cominciato a guardarmi intorno, tra le mie conoscenze, frequentazioni di ogni età ed estrazione sociale.
Questo è stato il momento fondamentale: l'osservare la gente che mi sta attorno, ed intuire che il problema, in fondo, è tutto lì.
Ho capito -ed è la scoperta dell'acqua calda- che esiste una certa coerenza di pensiero e di azione nell'elettorato di centrodestra, un filo diretto che arriva direttamente dal ventennio e che, aggiornandosi nelle parole e nella forma -ma non nei contenuti (ragione per cui la sostanza sarà sempre più importante della forma)- ha mantenuto saldi quei principi che da sempre caratterizzano il pensiero di destra italiano: conservatorismo, razzismo latente, xenofobia, tendenza alla corporazione che sfocia nella massoneria, appiattimento totale al volere della Chiesa per quanto riguarda l'etica e la morale, e al volere degli USA per quel che riguarda la politica estera.
In pratica, il centrodestra italiano è una succursale filoamericana del Vaticano, resa originale dalla normale tendenza razzista e fascista del paese, a cui nè la Chiesa nè gli USA da alcun fastidio per motivi comuni seppur diversi.
Ma l'elettorato di sinistra? Chi è oggi l'elettorato di sinistra? Tolti coloro che oggi hanno dai settanta anni in su, che votano per input quasi robotico, oggi abbiamo la generazione degli ex 68ini, una minoranza che si è distinta negli anni successivi tra coloro che sono rimasti fedeli alle idee dell'epoca, tra coloro che si sono "riformati" (ovvero si sono convertiti al riformismo, e hanno come idolo i D'Alema e i Blair, politici di sinistra guerrafondai) e coloro che, forse con più coerenza di pensiero, sono passati direttamente al centrodestra, diventandone i più feroci difensori e sostenitori (gli esempi illustri si sprecano: Bondi, Ferrara, Liguori etc etc).
Poi vi è il grande buco nero del disimpegno dei nati negli anni settanta: statistiche alla mano, sono la generazione meno impegnata di sempre, forse per reazione al super-impegno politico della generazione precedente, vuoi per un benessere economico e sociale in aumento (grazie ai sacrifici dei predecessori). Curioso (ma anche no) che il terrorismo in Italia si sia sviluppato proprio in quegli anni.
Vi è poi la mia generazione, nata alla luce azzurrognola dello schermo Tv e del monitor del personal computer, che a differenza della precedente, fa del non-pensiero addirittura un VANTO, e della merce e del denaro non un fine da perseguire, ma la normalità.
Queste persone oggi sono le stesse che di fronte ad un fatto X, come può essere il recente omicidio perpetrato da quel rumeno, reagiscono in questo modo:
- antipolitica: "la colpa dell'accaduto è dei nostri politici che non fanno niente." E' colpa della Casta. E qui troviamo gente pronta a soffiar sul fuoco, come Grillo.
- demagogia: "se non ci fossero gli immigrati, staremmo tutti meglio, anche loro stessi starebbero meglio" Quest'ultima precisazione è per autoassolversi e per ricordare a se stessi ipocritamente che in fondo in fondo si pensa anche al loro bene, augurando loro di non venire mai in Italia.
- razzismo: "io non sono razzista, ma è innegabile che i rumeni siano una razza violenta per natura" E' il tipico metodo che usa il codardo per giustificare i propri pregiudizi senza mostrarsi apertamente per quel che è: un razzista
- violenza: "io non giustifico quelli che hanno pestato i rumeni per reazione, ma li capisco. E' una cosa che bene o male hanno pensato tutti di fare". Qui abbiamo l'apice della codardia e del pensiero malato: "capire" una reazione vile e violenta come quella compiuta da ignoti romani contro quei quattro rumeni vuol dire in qualche modo assolverli moralmente, e quindi legittimare moralmente la giustizia fai-da-te.
Ecco quindi tracciato il profilo di un attuale elettore di centrosinistra: un qualunquista che fa dell'antipolitica una bandiera molto comoda da portare perchè non ha nessun peso, che pensa solo al proprio orticello e se si presenta una qualsiasi minaccia non esita a mutarsi in razzista e violento difensore della patria.
Non è un caso che l'attuale governo non abbia mosso un dito per i PACS, per le staminali o per altri temi di puro stampo laico: non per inimicarsi la Chiesa, tutt'altro. Questi temi non sono stati toccati per non inimicarsi il proprio elettorato, che è tutt'altro che aperto, laico e moderno.
Ovviamente tutto ciò avviene con la benedizione della Chiesa, che in un momento storico e sociale del genere pensa a far fare obiezione di coscienza ai farmacisti.
Ecco, se abbiamo avuto Berlusconi e il suo codazzo di vergognosi leccaculo ladri e mafiosi, la colpa non è di Berlusconi etc etc, ma è di QUESTA popolazione di centrosinistra che di centrosinistra ha solo il nome.
Questa realtà di oggi mi fa paura, mi fa paura eccome, perchè non vedo il fondo dell'abisso a cui si sta tendendo sempre di più.
E come ho detto all'inizio, la paura entra di diritto a far parte del profondo odio che provo per queste persone, individui senza idee e senza princìpi che mascherano le proprie paure con discorsi finto-cinico-disillusi quando potrebbero tranquillamente, per le idee che hanno, andare ad ingrossare le fila di Forza Italia, dove troverebbero altra gente che la pensa esattamente come loro, ma senza la loro ipocrisia.
E' un odio quotidiano, ed insostenibile, che mi fa veramente implorare l'arrivo di un bombarolo in stile De Andrè, che dica "ho scelto un'altra scuola" e che li elimini, che tolga loro il diritto di votare e di parlare, diritti troppo nobili per essere sporcati da simili non-pensieri.
So che sono discorsi antidemocratici, discorsi pericolosi. Ma sappiamo bene tutti quanto il concetto di democrazia (e quindi della sua antitesi) sia in bilico sulla lama di un rasoio, e quanto basti un soffio di vento per permetterci di chiamarla "regime", a seconda delle parole scelte dal politico o dalla spedizione punitiva effettuata dal branco di balordi di turno.
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