| Tranquilli, sono tranquillo |
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| Attualità e società - Attualità e società | |||||
| Scritto da Benny Calasanzio | |||||
| Mercoledì 07 Marzo 2007 00:17 | |||||
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Ad oggi risale il secondo tentativo zelighiano di Muffin. Per presentare una puntata su una rete provinciale chiamata appunto "Opinioni", sinonimo di "vero giornalismo" e presagio di domande indiscrete e scomode. Domande che ogni giornalista non italiano farebbe in qualsiasi trasmissione ad uno indagato di essere fiancheggiatore della mafia. In studio c'è Muffin con un compare, entrambi con la coppola, rieminiscenza orgogliosa della prestazione santoriana. Parlano dei problemi che l'indagato affronta nel suo ruolo di presidente della regione. Di questo governo Prodi che non vuole fargli realizzare gli inceneritori cancerogeni, il ponte istabile e inutile e altre approfondite analisi sui divieti del governo centrale. Avrebbe potuto parlare dei giudici che non gli consentono di incontrare i mafiosi in santa pace e di non lasciare ritoccare i tariffari agli imprenditori amici. E allora blatera su una guerra all'America per diventare parte degli Stati Uniti d'America. Ironia da 5 centesimi. Proprio brutta. Però legittima. Ai livelli di "Io pago". Mai potrei pensare di criticare l'ironia sull'attualità, io che ne faccio uso quotidiano. Anzi, diciamo che io la alterno al sarcasmo: sono più raffinato del mio allievo Muffin. Un presidente della regione è libero di andare in tv a fare il comico. Non c'è nessuna legge che lo impedisce e, alla fine non è nemmeno eticamente e moralmente scorretto, anche se va ad interpretare lo stereotipo mafioso. Sono scelte. Certo, non riesco ad immaginare Marrazzo o Galan o Formigoni che fanno i giullari, ma questo non vuol dire nulla. Quello che mi lascia sbigottito di fronte allo scarso siparietto è la spensieratezza di Muffin. Quello che scherza di fronte le telecamere è un uomo indagato per reati gravissimi. Di collusioni con la mafia. Roba che quando io ho preso la multa per divieto si sosta sono stato in senso di colpa per una settimana. Roba che risale ad una settimana fa l'ultima di una serie di intercettazioni dove diversi boss parlano di lui. Come fa ad essere così tranquillo con accuse così infamanti che gli pendono sulla coppola? Le reazioni politche sono state spropositate e demagogiche. I DS siciliani con Tonino Russo, segretario siciliano: "Cuffaro interpreta in tv la macchietta del padrino con sorprendente naturalezza: indossa la coppola, parla in dialetto e rispolvera la chimera indipendentista del bandito Salvatore Giuliano". E ancora: "Pensa a come risolvere i problemi della Sicilia e non dimentica un affettuoso riferimento alla sua famiglia. Resta solo un dubbio: e' una fiction o un reality?" Questa è esagerazione in puro stile berlusconiano. Era una gag, di pessimo gusto, scadente e per nulla divertente. Ma era una gag. Soprattutto perchè ricordo che i DS non spesero una parola a condanna della parole di Vladimiro Crisafulli, loro deputato frequentatore di boss mafiosi, che il giorno dopo Anno Zero disse ai deputati siciliani del centrodestra "Grande Totò, è stato un grande"; corsi e ricorsi storici, o tutto o nulla cari compagni. Qualcuno potrebbe rispondere al mio interrogativo dicendo che è sereno perchè è sicuro di essere assolto perchè non ha commesso nulla di male. Lecita la risposta, ma ridicola. Cito Travaglio dal suo ultimo libro, "La scomparsa dei fatti": "[...] quei raporti esistono e non dovrebbero esistere e chi li intrattiene non dovrebbe più ricoprire alcuna carica pubblica. Se poi quei rapporti siano reato o meno, se gli elementi che li dimostrano siano sufficienti per integrare una fattispecie prevista dal Codice Penale è questione che riguarda i diretti interessati ai processi. La presunzione d'innocenza sancita dalla Costituzione non c'entra nulla: è un principio giuridico sacrosanto che attiene al processo e all'impossibilità di considerare una persona colpevole di un reato prima della condanna definitiva. Ma, per considerare una persona amica della mafia non è necessario attendere nè il rinvio a giudizio nè la sentenza di primo grado nè tantomeno quella della Cassazione. Bastano i fatti documentati". Certo che la prende bene per essere indagato come favoreggiatore di assassini, estorsori, sequetratri, stragisti, corruttori, torturatori! Bravo Totò, goditi la vita, "chi vuol esser lieto, sia di doman non c'è certezza". Dimenticavo la chicca: il link al video
( Benny Calasanzio )
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