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Riconoscere i Pacs. Un "sacrosanto" diritto PDF Stampa E-mail
Attualità e società - Attualità e società
Scritto da OfficinaDemocratica   
Mercoledì 31 Gennaio 2007 11:18

 Ma vogliamo crescere intellettualmente e civilmente si o no? O vogliamo rimanere schiavi della cultura cattolica e credere ancora alle favole?Mi domando e mi chiedo: perchè uno stato LAICO non possa riconoscere dei "sacrosanti" diritti a favore delle coppie di fatto, etero o omosessuali che siano.

Dovere di uno stato laico non è quello di salvaguardare e garantire ad ogni cittadino tutti quei diritti che gli spettano, senza discriminazioni di sesso, lingua, razza e credo?

Ci sono coppie di fatto molto più unite ed innamorate di tante coppie sposate...non vedo il motivo di creare coppie di serie a e di serie b...Badate bene:  nel disegno di legge predisposto dai ministri per le Pari opportunità Barbara Pollastrini e per la Famiglia Rosy Bindi non si parla di matrimoni e di adozioni.
Bensì di DIRITTI CIVILI.
Assistenza sanitaria e successione nell'affitto, reversibilità della pensione e assegni familiari. Ma ancora: la possibilità di designare cone fiduciario il convivente nella decisione di temi eticamente sensibili, e la facoltà di estendere i benefici connessi al rapporto di lavoro.
Diritti che deriveranno non già da un'iscrizione ad un registro e nemmeno da un semplice certificato anagrafico, bensì da certificati ad hoc che saranno resi possibile grazie ad una modifica della legge sull'anagrafe del 1954 e del suo successivo regolamento attuativo, del 1989.

Esaminiamo insieme la bozza di legge sui PACS

1 Certificati ad hoc
Non registri, non semplici certificati anagrafici: per le coppie di fatto verranno rilasciati dei certificati ad hoc, in seguito all'autocertificazione congiunta della coppia, sia etero sia omosessuale. Questi certificati, resi possibili grazie ad una modifica della legge sull'anagrafe, garantiranno alla coppia una serie di nuovi diritti che saranno opponibile a terzi, ovvero anche di fronte ad un giudice.
2 Assistenza sanitaria-previdenziale
Sarà possibile estendere la propria assistenza sanitaria e previdenziale al proprio convivente, sia in una coppia eterosessuale sia in un coppia omosessuale, così come avviene oggi nelle coppie sposate. E come già avviene, anche, nelle coppie di fatto di parlamentari e giornalisti.
3 Contratti di locazione
Con i certificati ad hoc sarà possibile anche la successione del contratto di locazione tra conviventi sia etero sia omosessuali. Questo diritto, possibile tra le coppie unite in matrimonio, oggi è stato consentito anche alle coppie di fatto soltanto in seguito alle sentenze di casi sottoposti ad un giudice.
4 Graduatorie occupazionali
Il certificato ad hoc darà ai conviventi in tema di lavoro gli stessi diritti delle coppie sposate. Siano due donne, due uomini o un uomo od una donna, il convivente potrà estendere facoltà e benefici connessi al rapporto di lavoro, ma anche l'inserimento in graduatorie occupazionali.
5 Non solo diritti
Con questi certificati i conviventi di una coppia di fatto, etero o omosessuale, dovranno sottostare anche a precisi doveri, uguali a quelli delle coppie sposate, ma in misura inferiore. In particolare i conviventi avranno il dovere di reciproca assistenza e solidarietà, ma anche di contribuire alla vita in comune in proporzione ai redditi.
6 Figli e adozioni
Su questa materia i certificati ad hoc non aggiungono alcun diritto ai diritti già esistenti. Non sarà quindi possibile l'adozione per le coppie di fatto e per quel che riguarda i figli, invece, rimangono inalterati i diritti esistenti che per i bambini dei conviventi sono uguali a quelli dei figli nati dentro un matrimonio, fatta eccezione per alcuni aspetti dell'eredità e per l'affido condiviso che può esserci nei fatti ma non è ancora naturalmente esteso.
7 Successione e assegni familiari
Questo è ancora uno dei punti in sospeso (sono in tutto sette-otto) del disegno di legge del governo. I due ministri Pollastrini e Bindi sono d'accordo nel merito, ma ancora non riescono a mettersi d'accordo sui tempi. Barbara Pollastrini vorrebbe che in una coppia di fatto venisse riconosciuto il diritto alla successione e anche degli assegni familiari dopo minimo cinque anni di convivenza. Rosy Bindi sta spingendo perché questo limite venga portato a dieci, se non addirittura a quindici anni.
8 Reversibilità della pensione
Anche la reversibilità della pensione rimane un punto aperto e controverso nel dibattito tra i due ministri incaricati dal governo di stendere questo disegno di legge. E anche in questo caso i due ministri sono d'accordo nell'introdurre il diritto di reversibilità della pensione in una coppia di fatto, etero o omosessuale, dopo un certo numero di anni di convivenza. Per Barbara Pollastrini ne basterebbero cinque. Per Rosy Bindi almeno dieci, se non quindici.
9 Decisione su temi etici
Anche questo diritto appartiene alla categoria dei diritti sui quali Pollastrini e Bindi stanno ancora discutendo, visto che è uno di quei temi in grado di creare possibili conflitti esterni all'unione di fatto. Stiamo parlando di un diritto che è già previsto per le coppie sposate, ovvero la possibilità di designare il convivente come fiduciario per alcune decisioni eticamente sensibili, come il testamento biologico, il trapianto di organi, la loro donazione.

Chiedo a voi, lettori, di esporre le vostre idee, di chiarire i vostri punti, cosa cambiereste e cosa invece accettate di questo disegno di legge.

 

( Officinademocratica



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Francesco  - Pacs, "no" dei vescovi che ribadiscono   |87.17.212.xxx |2007-01-31 11:25:32
ROMA (Reuters) - I vescovi italiani ribadiscono che le unioni di fatto non
possono essere messe sullo stesso piano della famiglia fondata sul matrimonio,
come si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza
episcopale italiana (Cei).

"I vescovi hanno riaffermato che alla famiglia
fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso 'non possono
essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono
ricevere in quanto tali riconoscimento legale'", si legge nel comunicato,
disponibile sul sito della Cei.

I vescovi, prosegue la nota, chiedono inoltre
allo Stato "un maggiore sostegno alla famiglia legittima fondata sul
matrimonio, in accordo con il dettato costituzionale, attraverso la rimozione
degli ostacoli di ordine pratico, giuridico e fiscale che allontanano i giovani
dal matrimonio e dalla generazione di figli".

"Quanto alle convivenze
eterosessuali", la Cei torna poi a ribadire che la protezione dei diritti
"può essere assicurata dall'attuale giurisprudenza ... Non vi è quindi
motivo di creare un modello legislativamente precostituito, che inevitabilmente
configurerebbe qualcosa di simile a un matrimonio, dove ai diritti non
corrisponderebbero uguali doveri".

Papa Benedetto XVI si è più volte
pronunciato contro i cosiddetti Pacs.

La questione del riconoscimento delle
unioni di fatto, sia etero che omosessuali, sta dividendo la coalizione di
centrosinistra.

Nel fine settimana il leader dell'Udeur e ministro della
Giustizia Clemente Mastella ha detto che non voterà a favore della legge sulle
unioni di fatto a costo di far cadere il governo, nonostante sia uno dei punti
inseriti nel programma dell'Unione.

Oggi è arrivata dalle colonne di un
quotidiano la risposta del vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema,
che ha invitato il guardasigilli a far prevalere sugli interessi di parte quelli
del governo.



Marco M   |87.7.92.xxx |2007-01-31 15:13:16
http://img185.imageshack.us/img185/8775/oggiqd5...
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