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Fatti processare, buffone! PDF Stampa E-mail
Attualità e società - Attualità e società
Scritto da Marco M   
Mercoledì 07 Giugno 2006 19:28
Vauro L'espressione ''buffone, fatti processare'' rivolta da Piero Ricca a Silvio Berlusconi nel Palazzo di Giustizia di Milano (guarda il video) , quando ancora Berlusconi rivestiva la carica di presidente del Consiglio, non va condannata in quanto si tratta solo di una ''forte critica''. Il fatto poi che il ''giornalista, free lance'' l'abbia rivolta all'allora premier in un aula di giustizia e' del tutto ''irrilevante'' per la Corte di Cassazione secondo la quale ''la circostanza che la censura sia stata esternata nei corridoi di un palazzo di giustizia, appare anzi particolarmente idoneo, come sede privilegiata, a suscitare riflessioni sul tema della legalita' e del rispetto delle leggi''.

Che si tratti di una ''semplice critica'', sottolinea la Quinta sezione penale nelle motivazioni contenute nella sentenza 19509 con le quali ha annullato con rinvio la multa inflitta al Ricca ''per avere offeso l'onore e il decoro di Silvio Berlusconi'', ''lo si desume in maniera non dubbia dal fatto che l'imputato - scrive Alfonso Amatao - ha fatto seguire all'epiteto incriminato espressioni che suonano come forte riprovazione della condotta tenuta dal querelante come 'homo publicus'''. Anzi, annota ancora piazza Cavour, ''l'esortazione pressante 'fatti processare, rispetta la legge, sono una vibrata ed accorata censura, istintivamente suscitata dalla presenza del personaggio che a tante polemiche e contrasti aveva dato origine''. Nel dettaglio, la Cassazione analizza la frase che Ricca disse a Berlusconi: 'Fatti processare, buffone. Rispetta la legge, rispetta la democrazia o farai la fine di Ceausescu e di don Rodrigo''. Una frase rivolta all'allora presidente del Consiglio che, nel maggio del 2003, si era presentato nell'aula di giustizia milanese per rendere dichiarazioni spontanee quando ''al centro del dibattito politico per il noto conflitto di interessi che lo riguardava - si legge nella sentenza della Suprema Corte - era imputato nel processo Sme a Milano e promuoveva leggi 'ad personam'. Proprio sul fatto che le espressioni furono rivolte all'allora premier in un aula di giustizia, la Suprema Corte ricorda che ''il diritto di critica puo' manifestarsi anche in maniera estemporanea, non essendo necessario che si esprima nelle sedi, ritenute piu' appropriate, istituzionali o mediatiche, ove si svolgono dibattiti fra i rappresentanti della politica ed i commentatori''. Se così non fosse, annotano ancora gli 'ermellini' ''verrebbe indebitamente limitato, se non conculcato, il diritto di manifestazione del pensiero che spetta al comune cittadino''. E che si tratti di una ''semplice critica'', rileva ancora la Suprema Corte, lo dimostrano ''i temi scottanti'' affrontati da Ricca ''che hanno profondamente diviso l'opinione pubblica, dando luogo a critiche anche da parte della stampa estera: il conflitto di interessi, le leggi definite 'ad personam', il rapporto fra i parlamentari e la giurisdizione''.
 
Il fido soldato Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, ex piduista tessera 945, commenta così la sentenza: "Un giovane di Forza Italia dovrebbe andare davanti Palazzo Chigi e aspettare che passi Prodi per gridagli 'buffone' aggiungendo qualche argomentazione esplicativa". Uno "gne gne pappappero" andrebbe bene.
 
Piero Ricca commenta : "Ora mi auguro che il signor Berlusconi, nei procedimenti rimasti aperti, si faccia processare senza tante storie, come ho fatto io". 


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Commenti
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'Visitatore'   |87.6.140.xxx |2006-06-07 20:23:13
splendida motivazione, ora attendiamo giustizia (siamo sognatori?) anche nei
processi in cui il sig. berlusconi è imputato.
carlo&marina
'Visitatore'   |82.57.76.xxx |2006-06-08 21:42:24
carlo&marina, temo che la vostra resterà una richiesta irrealizzata... solo la
storia giudicherà questo nanerottolo da strapazzo
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