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Attualità e società - Attualità e società
Scritto da Benny Calasanzio   
Giovedì 21 Dicembre 2006 11:40

 Mi sembra giusto nei confronti di tutti coloro i quali leggono questo blog spiegare il mio pensiero e la mia idea di legalità.

In Sicilia operano tante associazioni che lottano contro la mafia in modi diversi.

 

 

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C'è chi si occupa di coltivare le terre confiscate ai boss, chi lotta contro il racket delle estorsioni, chi lotta contro il traffico di droga, chi contro la prostituzione, chi contro la piccola criminalità collegata alla grande. E’ tutta gente che fa il suo lavoro in maniera eccellente e a cui va il merito del cambiamento in atto dagli anni 90 ai giorni nostri. E’ chiaro che tutte queste attività sono fondamentali per la lotta alla mafia, tutte e nessuna esclusa.

La mia personale lotta alla nasce da un concetto diverso e più "politico". Io credo che finchè la mafia sarà tutelata e rappresentata nelle istituzioni l’antimafia sarà una lotta contro l’infinito, contro l’eternamente rigenerabile. Credo che se non si tranciano definitivamente i legami tra la classe politica siciliana e Cosa Loro ogni vittoria dell’antimafia sarà una vittoria parziale alla quale Cosa Loro saprà prontamente rispondere in maniera dolce e burocratica. La mia idea di lotta alla mafia, conciliabile con tutte le altre è una lotta senza quartiere a tutti quei politici e a tutti quegli organi istituzionali che dalla mafia non sanno stare lontani. Capite che se i magistrati rischiano la vita per assicurare alla giustizia i vermi mafiosi e poi (secondo le indagini) il presidente della regione svela tutto agli indagati abbiamo già perso prima di iniziare e perderemo tutte le volte che riproveremo ad iniziare se i presupposti rimarranno gli stessi.

Il mio “giustizialismo” nasce da una pretesa senza compromessi di trasparenza e onestà che la classe politica siciliana deve assicurare e deve impegnarsi anche a dimostrare, non solo a mantenere. Ci sono tanti lavori che non richiedono tale onestà e tale trasparenza, e la Sicilia ne è piena. Se un politico non è in grado di fare il politico in modo “legale” può anche cambiare lavoro in modo tale da far bene anche se stesso. Negli ultimi anni si è troppo tollerata l’ambiguità di alcuni personaggi, sono passate inosservate alcune amicizie e alcune vicinanze ad ambienti dubbi. Si è riusciti a far passare per buono il concetto che siccome fai politica di alto livello puoi venire a contatto con chiunque. Questo è aberrante. A me fa paura. Se non sai distinguere tra gente per bene e mafiosi non fare politica. Io credo che la nostra esigenza primaria sia quella di pretendere uomini “più attenti”, che sappiano distinguere chi è malavitoso da chi non lo è. Sia la destra che la sinistra in questo momento non hanno la forza per rinunciare a queste vicinanze dubbie, forse perché sono bacini enormi di voti.

La mia pretesa è che nel momento in cui siano emersi fatti (non voci) riguardo ad un’esponente di questo o di quel partito che accertano anche solo un vicinanza consapevole con ambienti criminali, il partito politico o l’organo istituzionale competente debba quanto meno sospendere quel personaggio fino al completo accertamento della sua posizione.

Siamo ormai abituati ad accontentarci del leggermente meno peggio, ma in Sicilia non possiamo più permettercelo. E’ una pretesa che tutti dobbiamo avanzare, uomini e donne di destra e uomini e donne di sinistra.

Questi sono i fondamenti della mia lotta. Non ho l’arroganza di dire che è una lotta perfetta e vincente. Ma se ho aperto un blog è perché ho bisogno di sentire la gente, ho bisogno di ricevere critiche e consigli perché so che da solo non posso andare da nessun parte. Non ho bisogno di persone fisiche accanto, ma di tante idee.

 

 

 

 

 

Benny Calasanzio  

 

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