| Coppie di fatto ma senza il diritto |
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| Attualità e società - Attualità e società |
| Scritto da NetSOS |
| Sabato 09 Dicembre 2006 14:25 |
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Anna ed io stiamo insieme da diversi anni, a dire il vero non ricordo quanti sono, lei invece sicuramente sì, perché mi rinfaccia spesso di averle rovinato la vita, che quel giorno avrei potuto fermarmi a bere birra con gli amici da un'altra parte o magari avrei potuto bucare una gomma lungo la strada per Bassano del Grappa e non essere lì in quel momento.
L'unica mia difesa a questi argomenti è che di fatto è stata lei in seguito che mi è venuta a cercare e non io! Anna ed io è come se fossimo sposati, ma di fatto non lo siamo; non ce la siamo sentita, non ci è sembrato importante, non volevamo vedere la processione dei parenti con sorrisi di circostanza e regali coatti al seguito, non volevamo subire i cori con "bacio bacio bacio". Facciamo affidamento sulle nostre forze e sul nostro lavoro, abbiamo un conto cointestato e gli stipendi finiscono in un cassetto nella stessa scatolina rivestita in tessuto. Poi succede pure, udite udite, che si dorma insieme e che si condivida la passione a commettere peccato mortale. I vicini dicono "avete fatto bene a non sposarvi", ma anche queste sono frasi di circostanza. Nel comune sentire popolare, almeno in apparenza, non c'è differenza tra una coppia sposata e una non sposata, entrambe danno vita ad un nucleo familiare, entrambe mettono al mondo figli, entrambe contribuiscono alla crescita del nostro paese. E allora perché, sempre nel comune sentire popolare, quando si parla di una coppia non sposata si sente l'esigenza di puntualizzarlo? Che cosa ci spinge ad etichettare, a sottolineare una differenza che di fatto non esiste? Credo che la politica debba lei per prima porsi queste domande, tenendo conto di una realtà Italiana che vede cambiati i costumi e che non può più permettersi il lusso di discriminare tra coppie sposate e non. Sono fermamente convinto sia necessario abbandonare tutte le vecchie e bigotte posizioni filo clericali e iniziare a ragionare in termini veramente laici. Art. 3 della Costituzione Italiana. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ... che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini"; i primi ostacoli da rimuovere sono di carattere culturale e non materiale, perché di fatto Anna ed io pur essendo una coppia generiamo l'esigenza nei terzi di doversi pronunciare sull'argomento: "avete fatto bene a non sposarvi, io sono d'accordo"; questo atteggiamento è già di per se una sorta di discriminazione, una esigenza di puntualizzazione, un mettere questi di qua e quelli di la. Non è solidarietà, è puro, semplice e clericale rigurgito di razzismo.
Alcune notizie sugli ultimi sviluppi in materia di coppie di fatto li trovate qui. Informatevi da soli se l'argomento vi interessa. Questo contenuto è fornito a titolo gratuito da inPolitica.net |





Quando prendiamo atto, non facciamo altro che constatare uno stato di fatto. Ci rendiamo conto che le cose non sono come si pensava fossero ma che sono di fatto diverse; ma ciò non significa che siano per forza peggiori.