 Da quando l'Italia ha cominciato a parlare di costruire le centrali, il mondo ha collezionato una serie spaventosa di incidenti, quasi tutti in Europa. L'ultimo venerdì scorso, a Romans-sur-Isere. Una serie spaventosa più per numero, per fortuna, che per gravità. Anche se non so come vi sentireste voi al posto della gente di Tricastin o di Romans-sur-Isere, in Francia, che non può usare l'acqua di pozzi e fiumi, e nemmeno pescare. L'energia nucleare non ha solo il problema dei costi, che non la rendono conveniente, e delle scorie che non si sa dove mettere. C'è anche la sicurezza. In qualsivoglia apparecchiatura...
è pressochè inevitabile che ogni tanto si vada storto qualcosa. Ma quando capita in una centrale nucleare, allora sì che fa paura. Siamo ai primi di giugno. Il ministro Scajola non ha ancora finito di ufficializzare l'intenzione dell'Italia di ritornare al nucleare che nella centrale di Krsko, in Slovenia, si scopre una perdita di liquido refrigerante. Quasi contemporaneamente si spegne il reattore della centrale nucleare di Ul-jin, in Corea del Sud. Secondo la ricostruzione ufficiale è mancata completamente l'acqua nel generatore di vapore. Nella notte fra il 7 e l'8 luglio dalla centrale nucleare di Tricastin in Francia finisce nei fiumi Gaffière e Lauzon, immissari del Rodano. Acqua contaminata con 74 chili di uranio. E nei luoghi adiacenti si vive tuttora senz'acqua: vietato bere, irrigare, pescare, nuotare. C'è uranio perfino nelle falde sotterranee d'acqua a due chilometri dalla centrale di Tricastin. Ma potrebbe dipendere da una perdita proveniente da un deposito di scorie. E comunque, in Germania, a 750 metri di profondità, va in giro liquido radioattivo da una salina usata per stoccare scorie. L'11 luglio nella centrale nucleare di Ringhals in Svezia va a fuoco il tetto di una turbina. Brutti momenti in Spagna, dove però almeno Zapatero si impegna ad uscire dal nucleare. Dapprima quattro degli otto reattori nucleari spagnoli registrano "anomalie" in meno di 72 ore. Poi due incidenti nello stesso giorno, il 13 luglio. A Cofrentes un aumento di potenza non programmata superiore al 20% di quella autorizzata. A Vandellos una, seppur piccola, fuga radioattiva. Infine Romans-sur-Isere, ancora in Francia, altra fuoriuscita di acqua contaminata da elementi radioattivi. Di nuovo vietato bere, pescare innaffiare eccetera. Ecco, vorrei tanto che l'Italia si svegliasse dai suoi sogni nucleari. Ma non vorrei che il risveglio venisse da una notizia come queste: magari più grave e più vicina. - Il guasto alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia - Su Green Report il blocco improvviso della centrale nucleare di Ul-jin nella Corea del Sud - Le quattro anomalie in 72 ore nelle centrali nucleari spagnole - Su Ansa incidenti nello stesso giorno alle centrali nucleari spagnole di Vandellos e Cofrentes - Su Ansa incendio alla centrale nucleare di Ringhals in Svezia - Su La Stampa l'incidente nella centrale nucleare di Tricastin in Francia anche su Pressante qui - Da Instablog il mistero della falda contaminata sotto la centrale nucleare di Tricastin - Da Vogliaditerra in Germania liquido radioattivo da una salina usata per lo stoccaggio delle scorie - Da Agenzia Multimediale Italiana nuova fuoriuscita di acqua contaminata a Romans-sur-Isere blogeko Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. Effettua il login o registrati. Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 433
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