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Iran, la falsa mappa di Blair PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Craig Murray [tr. Marco M]   
Mercoledì 04 Aprile 2007 00:00
Tony Blair
    di Craig Murray, ex Ambasciatore Britannico in Uzbekistan ed ex Capo della sezione marittima del Ministero degli Esteri britannico
 
Come la gran parte degli ufficiali anziani della Royal Navy [la marina inglese, NdT], il Commodoro Nick Lambert ha grandi riserve di competenza professionale e buon senso. Il comandante della task force della Coalizione era a bordo dell'HMS Cornwall quando 15 membri del personale della Royal Navy in servizio sulla frigata sono stati fermati dalle forze iraniane il 23 marzo scorso.
La Marina afferma che i 14 uomini e 1 donna erano in un pattugliamento di routine su mezzi gonfiabili al largo delle coste irachene - l'Iran insiste che essi fossero illegalmente nelle sue acque territoriali.

Poche ore dopo che i 15 furono fermati...
il Commodoro Lambert affermò: "Non c'è alcun dubbio nella mia testa sul fatto che fossero in acque territoriali irachene. Ugualmente, gli iraniani possono ben rivendicare che fossero nelle loro acque territoriali. L'estensione e la definizione di acque territoriali in questa parte del mondo è molto complicata".

Ed il suo predecessore al comando della task force, il Commodoro Peter Lockwook della Royal Australian Navy [la marina australiana, NdT], affermò lo scorso ottobre: "I paesi non hanno concordato alcun confine marittimo".

Entrambi gli ufficiali hanno detto la verità. E' la sepoltura di questa verità da parte degli spin doctors del N° 10 [di Downing Street, ovvero la residenza del premier inglese, Ndt], e il commento di Tony Blair che è "assolutamente certo" che l'incidente ha avuto luogo in acque territoriali irachene, che ha elevato la faccenda da incidente a crisi. Blair è fatuo.

Come puoi essere certo del lato del confine quando quel confine non è mai stato tracciato?

Sono meglio conosciuto come ex Ambasciatore Britannico in Uzbekistan, ma dal 1989 al 1992 ho comandato la sezione marittima del ministero degli Esteri. Ciò include la responsabilità sulle dispute territoriali marine e sulla negoziazione dei nostri stessi confini marittimi. La competenza della Royal Navy è preziosa.

Per otto mesi ho inoltre lavorato col personale del Servizio di Intelligence della Difesa e della Royal Navy nel Centro di Sorveglianza sull'Embargo, un'unità segreta attiva 24 ore al giorno da un centro di comando sotterraneo al centro di Londra per prevenire i tentativi iracheni di procurarsi armi.

Analizzavamo informazioni di intelligence ed altre fonti, e potevamo istruire le operazioni della Royal Navy nel Golfo di salita a bordo ed ispezione di singole imbarcazioni. Ero responsabile delle richieste di autorizzazioni politiche per operazioni come quella in oggetto attualmente, in quello stesso punto. Quindi so di cosa parlo.

Non c'è nessun confine concordato nel Nord del Golfo, nè tra Iran ed Iraq e nè tra Iraq e Kuwait. Il confine Iran-Iraq è stato concordato nello stretto di Shatt al-Arab, perchè lì c'è anche un confine terrestre. Ma l'accordo non riguarda il resto della tratta costiera.

Persino quell'accordo molto limitato probabilmente non è più in vigore. Da quando fu siglato nel 1975, vi si è combattuta una guerra, e revisioni decennali - necessarie perchè acque e fondali emersi in quella regione si spostano drasticamente - non sono mai state portate a termine.

Cosa dire allora della mappa del Ministro della Difesa di martedì scorso, con i confini territoriali evidenziati chiaramente da una riga rossa, e le coordinate dell'incidente ben marcate in relazione ad essi?
 
la falsa mappa presentata dal governo britannico


Ho una notizia per voi. Quei confini sono falsi. Sono stati disegnati dal Ministro della Difesa. Non esistono e non sono riconosciuti da alcuna autorità internazionale.

Facendogli tutte le concessioni ed attenuanti possibili, sono confini potenziali. E' pratica comune, quando non esistono confini, andare per idea e fissare dove potrebbe essere un ipotetico confine basandosi su una linea mediana tra le due coste.

Ma elevare questo ad un confine puro e netto, e poi fondamento di un importante incidente internazionale in base a poche centinaia di metri di qua o di là, è fuori dal mondo.

Negoziare un confine marittimo è tremendamente complicato. Per fissare una linea mediana devi concordare una serie di punti di triangolazione su entrambi i lati costieri e fare esercizi di triangolazione geometrica per trovare una linea che scorra nel senso delle coste.

Ovviamente, entrambe le parti sosterranno la propria idea sui punti di triangolazione da usare. Puoi, per esempio, tirare una linea dal lato opposto dell'ingresso di una baia ed usarla come costa, ma l'altra parte avrà abbondanti argomenti per contestare quella linea.

E questo è solo l'inizio. Per i territoriali marini si parte da punti di bassa marea e fondali emersi e rocce inabitate.

C'è una gran quantità di discussioni - la proprietà di un inutile fondale emerso non è necessariamente una cosa scontata. Diventa quindi davvero complesso. Che succede se il fondale emerge solo in periodi di bassa marea o si sposta? In quell'area del Golfo, la sabbia si sposta all'infinito.

E', per farla breve, impossibile dire dove un reale, negoziato o aggiudicato confine Iran-Iraq possa giacere. E' questo il motivo per il quale entrambi i Ministeri degli Esteri e rispettivi Ministri trattano la questione silenziosamente e negoziano il rilascio degli inglesi.

Ma gli spin doctors del N°10 ci si sono buttati a capofitto, vedendo una grande opportunità di propaganda per dipingere un Blair che combatte i malefici Iraniani.

Gli esperti della Marina e degli Esteri erano sconcertati dall'idea di pubblicare quella mappa.

Facendolo, ci hanno messo in testa la ridicola rivendicazione di Blair che i nostri 15 del personale della Marina erano in acque territoriali irachene, e ci siamo arrogati il diritto di dettare i confini Iraniani.

Non sorprende che l'Iraq abbia appoggiato la versione britannica - la mappa è a loro favorevole. Ma questo rende le trattative sui prigionieri molto difficoltose.

Ovviamente, gli iraniani allo stesso modo non posso unilateralmente dire che sono acque territoriali loro, ed agire di conseguenza.

Nelle controversie marine ci si aspetta che tutti agiscano con prudenza e rispetto. Chiaramente gli iraniani non lo stanno facendo.

Nulla di tutto questo giustifica il comportamento aggressivo iraniano nel tenere prigionieri o nelle cosiddette confessioni.

Per l'Iran trattenere i marinai britannici in tali circostanze è provocativo e bellicoso.

Tenerli per poche ore sarebbe stato legittimo, seppur eccessivo, per indicare le proprie rivendicazioni sulle acque contestate in cui il personale britannico era a bordo di un natante neutrale.

Ma il comportamento iraniano negli ultimi giorni è entrato nell'illegale e indifendibile.

Tuttavia non ho alcun dubbio che Blair sia ben felice in fondo di avere una situazione in ballo in Medio Oriente col supporto popolare prima delle elezioni di maggio.

Sì, l'Iran ha un cattivo governo che si sta comportando in modo stupido. Ma forse non è il solo. Entrambe le parti devono calmarsi. Dobbiamo ammettere che non esiste alcun confine concordato e non avevamo intenzione di sconfinare nelle acque iraniane.

Il governo iraniano dovrebbe lasciar andare immediatamente i nostri. Questo è il modo di venir fuori da questa situazione, per entrambe le parti.
 
Articolo pubblicato sul Daily Mail
traduzione di Marco M per www.pressante.com