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| L'Olocausto negato |
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| Ambiente e salute - Ambiente e salute | |||||
| Scritto da Sergio Sedia | |||||
| Giovedì 03 Aprile 2008 00:00 | |||||
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Sergio Sedia vive a Cimitile, Nola, zona tristemente nota come Il Triangolo della Morte.
Ha chiesto per sé e sua moglie asilo politico alla Svizzera, e in seguito anche alla Svezia. Della sua storia se ne sono occupati tutti i maggiori giornali internazionali, anche arabi. Tanti i reportage realizzati (a fine articolo, video della sua partecipazione a "Le invasioni barbariche" su La7). In questo articolo per e'costiera, ripercorre i motivi che l'hanno spinto a intraprendere questa “battaglia”. E mette a nudo le sue emozioni e la sua paura: “negano l'esistenza dell'Olocausto Campano”: L'Economia muove tutto. Interessi, vite umane, sogni e speranze hanno un senso solo quando l'Economia gliene dà uno. Noi esistiamo, viviamo, procreiamo, mangiamo e muoriamo all'interno di un confine... ben determinato che si chiama Economia. L'Economia è governata dalla politica. I politici danno un valore a tutto, prezzano ogni cosa, cartellinano scientificamente tutto, anche i nostri sogni e i sorrisi dei nostri figli. La nostra vita, ora lo sapete, è un codice a barre.
Si muore di cancro. Foto Stefano Sivieri
La negazione scientifica della tragedia immane che si è abbattuta su alcune zone della Campania ha una motivazione ben precisa: è una scelta di Politica Economica.
Nove persone su 9, a loro spese, hanno inviato il loro sangue ad un laboratorio canadese per capire se i loro dubbi, i dubbi di milioni di persone, fossero fondati. Il R.I.M del Canada ha sentenziato che queste persone sono gravemente contaminate . Il R.I.M credeva di inviare le risposte a persone ormai morte.
Molte persone che vivono nel Triangolo della Morte, ed in altre zone contaminate, sono gravemente contaminate pur non sapendolo.
Lo Stato non vuole affrontare il problema , non vuole sapendo benissimo che il problema esiste ed è irrisolvibile. Fare uno screening di massa a milioni di persone è economicamente impossibile e improbabile dal punto di vista organizzativo. Dallo screening ovvero dalla constatazione di una grave contaminazione di massa emergerebbero 3 gravi macro-problemi economici:
1- Decontaminazione della popolazione.
Si sprigiona diossina
Tutti i punti esaminati sono improponibili da un punto di vista economico ed organizzativo e creerebbero, nel caso si volessero affrontare, un dissesto finanziario nazionale di proporzioni colossali.
Nello specifico: 1- La presenza di diossina e metalli pesanti nel corpo umano si dimezza nell'arco di 15 anni a patto che non si introducano più contaminanti. -Non esiste ad oggi nessuna tecnologia che possa raggiungere questo risultato.
-L'unica alternativa sarebbe un esodo di massa in territori sani. Dimezzare i contaminanti significa comunque, nel caso si potesse, esporre le persone per i 15 anni successivi ad una massiccia dose di contaminanti (la metà che non può essere espulsa) 2- Bonificare un territorio enorme da siti illegali di cui la maggior parte rimarrà nascosta per sempre è impossibile - Nell'eventualità che si voglia cominciare una bonifica, l'unica organizzazione che può tentare un intervento, è quella militare; - Impossibile sottrarre militari e mezzi per lunghissimi periodi alle attività per cui di norma sono preposti; - E' impossibile comunque ripulire le falde acquifere, essendo queste un elemento in movimento; - E' impossibile rimuovere " a cucchiaio" milioni di tonnellate di terreni contaminati; - E' impossibile smaltire i terreni contaminati.
Tante le proteste inascoltate
3- Il risarcimento danni a persone, enti e organizzazioni che citerebbero lo stato sarebbe un bagno di sangue economico di proporzioni bibliche.
L'economia nazionale rischierebbe di essere azzerata per aver tentato di risolvere qualcosa che non può essere risolto.
Il sistema sanitario collasserebbe così come l'organizzazione militare e finanziaria dello Stato.
A questa tragedia si unirebbe il crollo dell'economia campana, che essendo legata intimamente a quella nazionale farebbe precipitare il PIL con ripercussioni internazionali e mondiali. L'Europa sanzionerebbe l'Italia per il disavanzo mostruoso, il mondo non comprerebbe più un solo prodotto alimentare campano e l'Italia sarebbe costretta alla Bancorotta. Negare l'Olocausto, ridimensionare, ridicolizzare e ironizzare è l'unica strategia possibile. Lo Stato sa bene che così facendo purtroppo ci saranno tante persone che soffriranno negli anni avvenire ma il costo sociale di 20-30000 morti in più rispetto alla media è infinitivamente più basso rispetto alla catastrofe economica irreversibile che l'ammissione del problema comporterebbe. Questa analisi è lo stessa che lo Stato ha fatto e che ha portato alla dolorosa conclusione che il Dossier Olocausto non esiste.
-- Video: Sergio Sedia a "Le invasioni barbariche" del 28 marzo 2008:
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