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"Inverno al buio e al freddo". Meno male che c'è il carbone... PDF Stampa E-mail
Ambiente e salute - Ambiente e salute
Scritto da Debora Billi   
Mercoledì 12 Settembre 2007 12:56

 Talvolta resto basita dal servilismo della nostra stampa. Perchè dev'essere per forza servilismo, non ignoranza: non posso credere che miei molto più illustri colleghi, in forza alla RAI o a Repubblica, non siano arrivati a comprendere ciò che hanno capito umili blogger come me o Emiliano di Blogeko.

Antefatto: l'amministratore delegato dell'ENEL si permette dichiarazioni allarmistiche e catastrofiste sul prossimo inverno. La stampa prontamente rilancia, e in tutte le case degli italiani risuonano richiami di medioevale oscurità "il prossimo inverno al buio e al freddo!". Già qui non si capisce, visto che sui problemi energetici e ambientali (per tacere di quelli economici, in cui ci si spinge direttamente alle frottole) la regola aurea è in genere "minimizzare". Invece, i tiggì ci sguazzano stavolta, a terrorizzarci.

Non paga di dipingere scenari funesti...

l'ENEL scende nel dettaglio... e qui si smaschera! Di chi è la responsabilità di tanta catastrofe, visto che dovrebbe essere proprio l'ENEL ad assicurarsi che di energia ce ne sia a sufficienza? "Del Ministero dell'Ambiente!" tuona ancora Conti.

A questo punto confesso che mi sono impantanata. Che c'entra il Ministero dell'Ambiente con gli approvvigionamenti di gas? Sarà una questione di politica estera, per via della Russia; o di Attività Produttive (per via dei noti contratti di vendita di energia all'estero che l'ENEL stipula col nostro gas-tanto al limite chiudiamo i rubinetti italici e diamo la colpa a Putin); o magari che so, Infrastrutture, Lavori Pubblici o quel che. Ma l'Ambiente, che ci azzecca?

Poi ho capito. Non era difficile. L'ENEL mostra i muscoli ed avvisa il governo che il Ministero dell'Ambiente farà bene a smetterla di ostacolare i progetti sulle nuove centrali a carbone. Trattasi insomma di avvertimento trasversale a mezzo stampa: si dimostra agli avversari di avere in mano giornalisti compiacenti, editori interessati e testate in prestito pronti ad infangare a comando chi si mette in mezzo al business.  

E c'è ancora chi pensa che i politici controllano la stampa? La stampa è controllata da chi la finanzia. Baciamo le mani.

 

( petrolio.blogosfere.it