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Democrazia limitata PDF Stampa E-mail
Ambiente e salute - Ambiente e salute
Scritto da Offshore No Grazie   
Martedì 28 Agosto 2007 11:31

“Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia.” ( Pericle, citato da Tucidide in “La guerra del Peloponneso II”, 37-41.)

Il 26 agosto 2006 una rappresentanza del comitato contro il rigassificatore Offshore di Livorno consegnò a Prefetto, Sindaco e Presidente della Provincia di Livorno oltre 7.000 firme raccolte tra i cittadini contro l'impianto previsto a largo di Pisa e Livorno. Nel documento si ponevano domande specie sulla sicurezza di un tipo di impianto che sarebbe il primo al mondo, che nel 2001 fu considerato, da una apposita Commissione tecnico scientifica ministeriale, non in grado di fornire adeguati standard di sicurezza e che...
secondo pareri attendibili, potrebbe causare gravissimi disastri.
 
Vorremo oggi sapere dove sono finite appunto le nostre 7.000 firme, se sono state archiviate o se sono state messe nel cestino. Certo non può essere una risposta la decisione della Regione Toscana, già dichiaratasi apertamente favorevole all'impianto, di istituire una Commissione per valutare la pericolosità a lavori di costruzione avviati se non ultimati. Tutti ben sanno che una Commissione di quel tipo dovrebbe operare in via preliminare, come si fa di regola e come fece la commissione Ministeriale del 2001.
 
Ma goffe iniziative della Regione a parte, qual è la risposta del Comune, della Provincia alle 7000 firme?
 
Il Comitato ha tentato inutilmente di dibattere pubblicamente con le autorità riguardo il rigassificatore. Ad esempio il 12 maggio e il 6 dicembre 2006 furono organizzate dal Comitato Pubbliche Assemblee alla quale vennero invitate pubblicamente e formalmente tutte le autorità. Non si presentò nessuno. Sembrò a un certo punto possibile un Consiglio Comunale aperto, ma nonostante l'impegno di alcuni partiti, alla fine ancora una volta il Palazzo disse no. Similmente, in Provincia un Consiglio aperto fu dapprima messo in calendario e poi maldestramente ritirato.
 
Già nel 2003 una richiesta di referendum consultivo, avanzata dai cittadini, in applicazione ai vigenti regolamenti del Comune era stata elusa con colpevoli ritardi e modifiche dei regolamenti stessi. Il Difensore Civico della Toscana ha già avuto occasione di biasimare questo comportamento. Un recente documento d'Ufficio Legislativo del Ministero dell'Ambiente ha denunciato poi la violazione della legge dovuta alla mancata consultazione della popolazione.
 
Ma quali sono oggi, a Livorno, gli strumenti di democrazia partecipativa? Lo Statuto Comunale ha di fatto tolto ai cittadini la possibilità di chiedere un referendum consultivo; non prevede neppure il Consiglio Comunale aperto. Cosa ci rimane? Che conta la gente?
 
Spesso non contano neppure importanti organi istituzionali. Ad esempio, l'avvio del progetto del rigassificatore è stato deciso al di fuori dei consigli comunale e provinciale che troppo spesso sembrano chiamati ad approvare le decisioni già prese nelle segreterie dei partiti.
 
È questa l'attuale democrazia di una città come Livorno che pur vanta nobili tradizioni? Questa "democrazia" è rispondente alle esigenze dei cittadini o piuttosto a quelle delle oligarchie del potere economico-finanziario?
 
Sarebbe bene che fossero fornite adeguate e soddisfacenti risposte a queste domande che trascendono la pur importante questione rigassificatore e si preoccupano della qualità di uno strumento essenziale per la vita civile: la democrazia, appunto.
 
 
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