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Taranto, sempre più emergenza diossina PDF Stampa E-mail
Ambiente e salute - Ambiente e salute
Scritto da Marina   
Martedì 14 Ottobre 2008 12:57

Salgono a otto gli allevamenti di pecore e capre da abbattere perché contaminate dalla diossina: in totale 1300 capi che saranno uccisi per delibera regionale. Gli allevatori saranno risarciti con un plafond di 160mila euro, per cui ogni animale contaminato e abbattuto vale circa 133 euro lordi.

I comitati cittadini lo denunciano da anni: è grazie a loro e alle loro analisi che il problema dell'inquinamento della diossina sta emergendo sempre più prepotentemente. Anche l’ ARPA Puglia conferma: c’è diossina sopra i limiti di legge e cosa più interessante, grazie alla impronta inquinante che lascia, è possibile risalire alla fonte che la emette. In questo caso tutti lo sanno ma...

nessuno ancora lo può dire ufficialmente.

 

Il panorama di Taranto

 

La scorsa settimana i giudici Trunfio, Semerato e Massafra della Corte d’Appello hanno emesso il verdetto di colpevolezza e la condanna a due anni di reclusione per Emilio Riva patron dell’Ilva di Taranto e una condanna a un anno e otto mesi per Luigi Capogrosso direttore dello sbabilimento per inquinamento e omissione delle misure di sicurezza nell’Ilva di Taranto.

Intanto il comitato “Taranto Futura” ha vinto il ricorso al TAR di Lecce e dunque il Comune di Taranto è obbligato ad organizzare un referendum nel qualche chiedere ai cittadini se desiderano smantellare o meno l’Ilva dalla città. Non è d’accordo con questa soluzione Nichi Vendola, Governatore della Regione, che ha dichiarato:

Il siderurgico di Taranto dà lavoro diretto o indiretto a 25mila famiglie; non si vince la sfida con la globalizzazione impugnando l’arma della pizzica. Senza la grande impresa non si va da nessuna parte. E’ essenziale invece l’ambientalizzazione degli apparati produttivi nel capoluogo jonico dove più acuta è la crisi ambientale.

Infine, l’Ail (Associazione italiana lotta alle leucemie) di Taranto lancia un appello per la raccolta di firme (sono già settemila), perché:

Il diritto alla salute è l’unico inalienabile e non comprimibile. Lo Stato italiano e gli Enti locali non possono restare inerti dinnanzi a questo scempio! Non lasciate che i cittadini di Taranto muoiano di cancro.

 

 

 

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