| Il sogno di Cerroni: spargere scorie sulle strade di Roma |
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| Ambiente e salute - Ambiente e salute |
| Scritto da Comitato Sotto terra il treno |
| Mercoledì 17 Settembre 2008 01:00 |
Il signor Cerroni è costretto ad uscire dall’ombra e a scendere in campo direttamente per difendere i propri interessi.Negli ultimi mesi, infatti, i Cerroni Boys hanno fatto dei veri e propri disastri in termini di comunicazione:
I politici di oggi... non sono più come quelli di una volta e il signor Cerroni è stato, quindi, costretto a rilasciare un’intervista, addirittura “in esclusiva”, a “Il Sole 24 Ore” del 10 settembre 2008; come imprenditore della monnezza e degli inceneritori (vedi l’articolo La miniera d’oro dei rifiuti di Cerroni batte la Bulgari SPA) non poteva che scegliere il giornale della Mercegaglia. Nell’intervista il signor Cerroni confessa che “i gassificatori (ossia i termovalorizzatori di ultima generazione) sono il business più recente” (ndr: il signor Cerroni incasserà dallo stato italiano 150 milioni di euro per l’inceneritore di Malagrotta e 400 milioni di euro per l’inceneritore di Albano). L’ultima generazione di inceneritori del signor Cerroni è talmente sicura che Luciano Piacenti, direttore dell'area "Ambiente ed energia" dell'Acea, possibile partner del signor Cerroni per il pericoloso impianto di Albano, in un’intervista rilasciata a “La Repubblica” pochi mesi fa dichiarava che gli inceneritori «sono soggetti anche a fermi non programmabili, come rotture delle linee per eventi fortuiti». In effetti, anche il gassificatore di Karlsruhe in Germania, stessa tecnologia di quello di Malagrotta e di quello proposto per Albano, ha avuto gravi problemi operativi, quali:
Nell’intervista, il signor Cerroni svela il suo sogno: spargere le scorie dell’inceneritore, considerate da tutti rifiuti tossici e nocivi, sulle strade della Capitale e della Regione, come “sottofondo stradale”. In questo modo tutti i cittadini di Roma e del Lazio potranno godere dei benefici, in termini di salute, derivanti dall’inceneritore di Malagrotta. Sull’anomala gestione dei rifiuti nel Lazio sta anche indagando la Corte dei Conti che, nella relazione “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo”, con riferimento all’inceneritore di Malagrotta riporta la seguente denuncia: Sempre la Corte dei Conti ci spiega cosa ha significato la finta emergenza e la gestione straordinaria nel Lazio: «risulta evidente che l’emergenza è stata disposta unicamente allo scopo di determinare la sospensione dell’applicazione delle normative di settore, limitare gli obblighi di concertazione ed il principio di ripartizione delle competenze». In definitiva, in questi anni nella Regione Lazio si è determinata una vera e propria sospensione delle regole democratiche e una palese e continua violazione delle norme nazionali e comunitarie. Questa è la situazione indecente in cui il signor Cerroni ha potuto costruire il suo monopolio sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. L’unica cosa che il signor Cerroni non riesce a comprare è il consenso delle popolazioni, nonostante l’imponente e la martellante campagna comunicativa. In particolare, il signor Cerroni non aveva previsto la forte e massiccia opposizione delle popolazioni dei Castelli Romani all’impianto di Albano. La battaglia continuerà anche nei prossimi mesi.
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Il signor Cerroni è costretto ad uscire dall’ombra e a scendere in campo direttamente per difendere i propri interessi.