| Il bambino inquinato |
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| Ambiente e salute - Ambiente e salute | |||||
| Scritto da Alessandro Iacuelli - Marco M | |||||
| Sabato 02 Agosto 2008 01:00 | |||||
Tumori in aumento tra i bimbi italianiCattive notizie per i piccoli italiani, e previsioni da brivido negli anni a venire. Il numero dei tumori infantili nel nostro Paese è cresciuto negli ultimi anni, ed è destinato ad aumentare ulteriormente, a un tasso più alto di quello registrato nelle altre Nazioni europee e negli Stati Uniti. A scattare la fotografia è il Rapporto 2008 sui tumori infantili, pubblicato dall'AIRTum, l'Associazione Italiana Registri Tumori. Il Rapporto analizza l'andamento temporale, l'incidenza e la sopravvivenza dei tumori in due fasce d'età: da 0 a 14 anni e dai 15 ai 19. Non manca...
la buona notizia, per fortuna: le neoplasie tra i piccoli sono in aumento, ma le cure sono più efficaci. Ci si ammala di più, in altre parole, ma si muore meno e si sopravvive più a lungo. Per approfondire: Registri Tumori.it Micotossine e pubertà precoce L'inizio della pubertà umana può essere anticipato dall'esposizione a estrogeni di origine ambientale? Per indagare questa ipotesi il Centro endocrinologico pediatrico del Dipartimento di Pediatria dell'Università di Pisa ha condotto uno studio nato dall'osservazione di un numero decisamente più elevato del normale di diagnosi di Pubertà Precoce Centrale tra la popolazione pediatrica di Viareggio rispetto ai bambini delle località confinanti. L'obiettivo dello studio è stato quello di verificare l'ipotesi che l'inizio della pubertà umana possa essere anticipata dall'esposizione a micotossine con azione estrogenica. In particolare sono state studiate lo zearalenone e l'a-zearalenolo che hanno una conformazione tale da assomigliare al 17-estradiolo (E2): ciò consente loro di legarsi ai recettori per gli estrogeni presenti sulle cellule bersaglio esercitando una azione agonista di tipo estrogenico. Sono state studiate 32 bambine affette da Pubertà Precoce Centrale mettendole a confronto con 31 bambine sane. La ricerca di micotossine nel sangue (zearalenone e a-zearalenolo) ha dato esito positivo in 6 ragazze tutte provenienti dalla zona di Viareggio. Alla diagnosi la loro presenza correlava con il peso e con l'altezza di queste ragazze, ma non con l'età ossea. Dopo 12 mesi di terapia con Triptorelina le pazienti micotossine positive avevano altezza, peso e velocità di crescita maggiori di quelle micotossine negative. L'altezza correlava con il peso in entrambi gruppi e l'età ossea, il BMI e la secrezione gonadica non erano diverse. Gli autori concludono che l'aver ritrovato in 6 bambine livelli elevati di micotossine non giustifica completamente il maggior numero di casi di PPC, ma che comunque tali sostanza dimostrano di avere un sicuro effetto anabolizzante dal momento che le bambine micotossine positive sono mediamente più alte e più pesanti. Per informazioni: pumpacp.blogspot.com Bisfenolo A nei biberon dei bambini (Ricevo dall'Associazione Nazionale Chimici ed Ecologisti per l'Ambiente) Non desta preoccupazioni, in Europa quantomeno, l'esposizione al bisfenolo A, la sostanza impiegata nella fabbricazione dei contenitori per alimenti, bottiglie di plastica e biberon compresi. Vanno in questo senso le dichiarazioni di Maria Rosaria Mialna del Dipartimento Ambiente e Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, in risposta alla preoccupazione destata dalla decisione del Canada di eliminare dal mercato gli articoli conteneti BPA. "L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha ritenuto che l'esposizione della popolazione europea al BPA, compresi i lattanti, sia inferiore ai limiti considerati di tollerabilità". L'EFSA ha infatti tenuto presente anche l'esposizione dovuta all'uso di biberon in policarbonato, e anche per questa fascia di popolazione l'Autorità ha verificato che si è nella soglia di sicurezza. Il BPA, ha proseguito l'esperta, è sotto osservazione da anni proprio per i suoi possibili effetti come interferente endocrino con possibili influenze sullo sviluppo del sistema riproduttivo. Un effetto osservato in sperimentazioni su animali da laboratorio esposti, però, ad alte dosi di BPA per via alimentare. Inoltre, è provato che il BPA viene ceduto in quantità minime dalla plastica al prodottto alimentare, e per questo l'EFSA ha fissato valori limite di tollerabilità pari a 0,05 mg di sostanza per kg di peso corporeo al giorno. Il punto, osserva l'esperto chimico, è che "non è dimostrato che tali effetti nocivi sulla salute possano verificarsi anche a basse dosi di esposizione". "Oggi, quindi - ha concluso Milana - sono previsti precisi limiti di sicurezza, ma è chiaro che, a fronte di nuovi dati scientifici validi circa gli effetti del BPA, questi andrebbero rivalutati. Se però non interverranno nuove conoscenze scientifiche validate, non c'è ragione di rivederli". alex321 --- Riguardo l'aumento di tumori nei bambini, riporto la lettera che un gruppo di medici ha inviato ai direttori di vari giornali nazionali. Ne avete sentito parlare? Gentile Direttore, vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”. Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis* nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008). Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’ incremento è addirittura del 3.2% annuo. Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via. Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta. Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne? Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese. Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava. Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze. Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale - Firenze Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo - Genova Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo - Forlì Dott. Giovanni Ghirga Pediatra - Civitavecchia Dott. Stefano Gotti Chirurgo - Forlì Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale - Parma Dott. Ferdinando Laghi Ematologo - Castrovillari Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo - Sassari Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo - Forlì Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro -Torino 18 luglio 2008 *Lorenzo Tomatis (1929-2007), è stato un medico oncologo di fama internazionale, ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC), ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore, ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L’ombra del dubbio, quest’ultimo uscito postumo.(ed. Sironi) Aggiungi questa pagina
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