Leggi anche
Ultimi commenti
Utenti Online
50 visitatori onlineStatistiche
Utenti : 1058Contenuti : 1574
Link web : 33
Tot. visite contenuti : 3613753
| 1057 registrati | |
| 2 oggi | |
| 5 questa settimana | |
| 85 questo mese | |
| Ultimo: XboxAmazon |
Adsense
| Per chi brucia la Campania? |
|
|
|
| Ambiente e salute - Ambiente e salute | |||||
| Scritto da Antonio Marfella, Tossicologo Oncologo | |||||
| Martedì 10 Giugno 2008 13:18 | |||||
![]() Considerato che:
la attuale portata degli impianti previsti è ampiamente in grado di raggiungere e completare lo smaltimento per incenerimento entro due, massimo tre anni dalla realizzazione di tali impianti, (come infatti dichiarato in piu' occasioni anche dal Presidente del Consiglio) ma che quindi, per contratti non inferiori ai venti anni di esercizio, la Campania , in totale contrasto con tutte le normative di legge vigenti, sia italiane che europee, e in piena e totale violazione di qualunque trattato internazionale di riduzione di CO2, si avvia a disporre di una impiantistica di incenerimento complessiva pari a pressocche' il 100% della sua reale disponibilità di produzione annua di materiale da incenerire ( 2.800.000 tonnellate di rifiuti piu' circa 600.000 tonnellate reali di biomasse = circa 3.4 milioni di tonnellate/anno!) . Ammettendo nel contempo la partenza e la realizzazione di congruo numero di impianti di compostaggio e di un minimo di raccolta differenziata, stimabile al 35% l'una (900.000 tonnellate/anno) e almeno al 20% l'altra (600.000 tonnellate/anno) ne consegue un evidente sovradimensionamento di tutta la impiantistica prevista di circa almeno 1.5 milioni di tonnellate/anno per non meno di 17 - 18 anni di esercizio per impianti che funzionano ininterrottamente sulle 24 ore senza possibilità di sospensioni di attività. Appare quindi logica e matematica deduzione che è in atto la realizzazione di impianti di incenerimento sovradimensionati nel complesso per non meno di 1.5 milioni di tonnellate/anno di materiale che non potrà essere in nessun caso prodotto all'interno della Regione Campania. La conferma della sovrastima delle biomasse disponibili proviene dalle stesse ditte che in vari casi (Postiglione, S. Vitaliano) sinora esplicitamente dichiarano che la biomassa necessaria sarà comprata e trasportata dall'estero (olio di girasole dalla Romania, ecc) Tale cifra complessiva è purtroppo terribilmente e spaventosamente vicina a quanto stimato dalle indagini della Magistratura come movimento complessivo di smaltimento di rifiuti industriali provenienti da altre Regioni di Italia (prevalentemente dal Nord industriale) e sinora destinate a discariche illegali ma anche legali (vedi Pianura) cioè non inferiore al milione di tonnellate/anno per gli anni considerati dalle indagini. Non esiste Nazione, Stato o Regione al mondo che realizzi sul proprio territorio impianti di incenerimento sovradimensionati alle proprie esigenze, sulla base del principio di legge europeo di incentivare la riduzione e il riciclo e non l'inverso, ed evitare soprattutto di incenerire indifferenziatamente anche rifiuti tossici e/o pericolosi. Si precisa altresì che, di sola acqua necessaria per il raffreddamento e la manutenzione di una impiantistica di tale portata, sarà necessaria una portata di acqua pari a non meno il 10% del fabbisogno idrico di una città come Napoli in una Regione che tende alla desertificazione di una percentuale del proprio territorio regionale non inferiore al 7%. Come beffa finale, si precisa ancora che l'unico impianto non previsto di incenerimento sul territorio campano è invece quello per rifiuti speciali ospedalieri per una necessità non superiore alle 20.000 tonnellate/anno, ciò che impone alle vuote casse regionali ulteriori e gravose spese per smaltimento extraregionale di tali rifiuti (all'incirca non meno di 250 milioni di euro/anno). In questi giorni, abbiamo visto presente anche all'interno dei treni di rifiuti urbani semplici inviati all'estero (caso treni radioattivi ad Amburgo) tale categoria di rifiuti alimentando ulteriori e concreti dubbi sulle loro modalità di smaltimento intraregionale in presenza di impianti di incenerimento indifferenziato cosi enormemente sovradimensionati o di discariche non strettamente controllate. Tali considerazioni, in ogni caso perfettamente logiche, lanciano una luce sinistra quanto tragica sulle motivazioni di questa palesemente realizzata ad arte "emergenza rifiuti" che vive anche oggi la Regione Campania. In conclusione, questo palese, tossico, gravissimo e fuorilegge "GIGANTISMO" impiantistico della Regione Campania con una previsione per la sola Napoli di inceneritori per tremila tonnellate/giorno rispetto alle 1.500 di RSU prodotti (inceneritori di Barcellona + Vienna = 500mila tonnellate/anno per due milioni di persone ciascuno; Acerra + Napoli est = 1 milione di tonnellate/anno per 1 milione di persone complessivo!), impone una ultima, atroce e terribile, domanda: dopo essere stata per gli ultimi vent'anni almeno la "pattumiera dei rifiuti industriali di Italia" (Magistrato Aldo De Chiara) ora, per chi dovrà bruciare la Campania?
Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |










eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...