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"Facciamo mucchi di merdaccia..." PDF Stampa E-mail
Ambiente e salute - Ambiente e salute
Scritto da Marco M   
Giovedì 29 Maggio 2008 00:00
 I pm della procura di Napoli Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo descrivono, nell'ordinanza firmata dal gip Rosanna Saraceno, la rete di collegamento che ha portato alla drammatica emergenza in Campania.
Una "colossale opera di inquinamento del territorio, posta in essere anche grazie a connivenze presenti ai più alti livelli e perseguita anche confidando nella possibilità di nascondere, proprio sotto le tonnellate di quei rifiuti che si dovrebbero smaltire correttamente, la pessima gestione degli stessi".
"Le vicende dimostrano la persistenza di un modello di gestione piegato esclusivamente ad interessi economici e quindi incline, anzi aduso a violare qualsiasi interesse collettivo" compresi "quelli della salute e dell'ambiente". Da parte dei soggetti pubblici vi è sempre stata "l'assoluta lontananza dell'anelito, o quantomeno, dal 'mero’ dovere di garantire il rispetto della legge e, attraverso questa, la tutela degli interessi pubblici sottesi, in favore di una attività preordinata solo a garantire l'apparenza della “propria efficienza ed efficacia di funzionari addetti".

Per i magistrati i 25 arrestati si sono associati... 
"per commettere più delitti relativi alla organizzazione di traffici illeciti di rifiuti e alla redazione di numerosi atti pubblici falsi".

Eccola la camorra, quella che l'informazione e la politica stessa evocano indicando le popolazioni che si ribellano a questo Stato criminale. E in pieno stile camorristico, all'interno del sistema vige "la consegna del silenzio e dell'omissione", nonchè "il ricorso ai più disparati espedienti per la dissimulazione della realtà, controlli apparenti, controllo dei controllati, valenza esclusivamente scenografica di riunioni per l'allestimento dati, il cui dichiarato possesso era solo un bluff". Il gip inoltre sottolinea la "rinaturalizzazione dei prodotti in uscita dagli impianti, false autocertificazioni, falsità dei risultati analitici e di caratterizzazione dei rifiuti", e le "falsità ideologiche in atti pubblici”.

Tutto questo ha ovviamente prodotto "gravissimi risvolti sia ambientali che in danno della salute pubblica". Nelle discariche sono stati smaltiti rifiuti diversi da quelli dichiarati, e "nella consapevolezza piena" di alcuni funzionari del commissariato così come di esponenti e collaboratori delle società di gestione Fibe e Fisia, "non sono mancati neppure rifiuti pericolosi".

In questo sistema spicca la figura della vice di Bertolaso nel suo incarico di commissario, Marta Di Gennaro, impegnata a spacciare per rifiuti trattati e innocui roba, invece, micidiale. Laureata in Medicina all'Università Cattolica di Roma, specialista in Medicina del lavoro e in Igiene, è dirigente generale dei dipartimento di protezione civile e nel 2001 ha ottenuto da Ciampi anche la medaglia d'oro al merito della Sanità pubblica.
Nell'ordinanza è contenuta la telefonata intercettata del 28 giugno 2007 tra lei e Guido Bertolaso. Si parla di una riunione sulla discarica di Terzigno: uno sversatoio che si trova in pieno parco nazionale del Vesuvio e che per legge avrebbe dovuto accogliere solo Fos, cioè frazione organica stabilizzata. Ma lei è di un altro parere, telefona a Bertolaso dopo aver avuto una riunione sulla discarica di Terzigno, e gli riferisce ciò che ha detto ai suoi interlocutori: "Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci dovete aiutare".
Lucidi progetti criminali: "la schifezza" di riempire la discarica di Terzigno di rifiuti di ogni tipo e poi solo in superficie metterci quelli trattati e stabilizzati. Cose che la Di Gennaro indicava come attuabili non da subito, "all'inizio non si può fare", perché si rischia "che il primo Ortolani (Franco Ortolani, esperto e geologo) che passa ci manda tutto per aria".
Ed infine altre parole emblematiche: "Guido basta. Centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, pretendono e se la prendono con noi. Ammucchiamo balle e facciamo mucchi di merdaccia. Chi ci ha portato in questa storia merita la morte...".

La punta di un iceberg fatto di progetti criminali, enti di controllo che stilano false documentazioni, continue violazioni di qualsiasi norma sanitaria ed ambientale, promesse alle comunità sistematicamente non mantenute. Tutto questo in una terra meta di rifiuti tossici provenienti dal centro e dal nord Italia e che gli imprenditori affidavano alla camorra risparmiando enormemente sui costi di smaltimento, il tutto con la complice cecità delle istituzioni e degli enti di controllo.
In questo quadro devastante, a cui si aggiungono i recenti decreti che danno linfa al nuovo business degli inceneritori ed autorizzano lo smaltimento di rifiuti pericolosi e tossici in normali discariche, il sistema dell'informazione continua nella sua opera di secondo braccio armato del potere non facendo alcuna chiarezza su queste vicende ed offrendo al pubblico televisivo italiano una realtà completamente rovesciata, dipingendo da un lato popolazioni egoiste, retrograde, che non vogliono smaltire i propri rifiuti e protestano su sollecitazione della camorra, e dall'altro lato la purezza delle istituzioni determinate a risolvere il problema ed a tutelare la salute dei cittadini campani.

Una favola che regge solo agli occhi di chi vuole continuare a non vedere. Ormai testimonianze, inchieste, documentari (a proposito, il consigliatissimo "Biutiful Cauntri" è disponibile in dvd) dovrebbero rendere capace chiunque di capire dove sta la camorra, dove stanno business e connivenze, dove sono gli interessi. Dovrebbe essere chiaro a tutti da che parte stanno le vittime e da che parte stanno i carnefici. Cos'altro dovrà accadere affinchè tutti si rendano finalmente conto di tutto questo? Oggi tocca alla Campania, domani può toccare a chiunque. Oggi sono i rifiuti, domani sarà un altro business.

I media continuano a disinformare, a costruire la realtà che fa comodo al sistema, a dipingere le figure istituzionali come angeli salvatori, e molti di quelli non direttamente coinvolti continuano a crederci. DIsinformazione elargita generosamente dalla televisione, che Pasolini dipingeva come "autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo" e che fa affidamento su quella teoria secondo cui...